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FAME DEL PANE DI DIO

"Il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo.
Allora gli dissero: Signore dacci sempre questo pane
" (Gv 6,33-34
)

Pane per l’uomo nel mondo. – Alla domanda di offrire un segno per poter credere, Gesù Cristo propose alla folla se stesso come il pane vero che sazia l’uomo (cf. Gv 6,35), il Pane che discende dal cielo per dare la vita al mondo. Anche il mondo attuale ha bisogno di tale pane per avere la vita. Nella conversazione con Gesù che presentava se stesso come il Pane per la vita del mondo, la folla spontaneamente lo pregò: "Signore dacci sempre questo pane". Si tratta di una supplica significativa, espressione del desiderio profondo insito nel cuore non solo dei fedeli bensì di ogni uomo che anela alla felicità simbolizzata dal pane della vita eterna. Anche il mondo in quest’anno del Signore 2005, nonostante le difficoltà e contraddizioni di varia indole, aspira alla felicità e desidera il pane della vita, dell’anima e del corpo. Per dare una risposta a questo anelito umano il Papa ha fatto un accorato appello a tutta la Chiesa perché sia l’ occasione di un impegno serio e profondo a lottare contro il dramma della fame, il flagello delle malattie, la solitudine degli anziani, i disagi dei disoccupati e le traversie dei migranti. I frutti di tale impegno saranno la prova dell’autenticità delle celebrazioni eucaristiche.
E non solo l’uomo ma anche l’intera creazione attende i nuovi cieli e la nuova terra ( cf. 2 Pt 3,13) e la ricapitolazione di tutte le cose, anche quelle della terra, in Cristo (cf. Ef 1,10). Perciò, l’Eucaristia, essendo il culmine al quale tende tutto il creato, è la risposta alla preoccupazione del mondo contemporaneo anche per l’equilibrio ecologico. Infatti, il pane e il vino, materia che Gesù Cristo ha scelto per ogni Santa Messa, collegano la celebrazione eucaristica con la realtà del mondo creato e affidato al dominio dell’uomo (cf. Gn 1,28), nel rispetto delle leggi che il Creatore ha posto nelle opere delle sue mani. Il pane che diventa Corpo di Cristo, sia prodotto da una terra fertile, pura e non contaminata. Il vino, che si trasforma nel Sangue del Signore Gesù, sia segno di un lavoro di trasformazione del creato secondo i bisogni degli uomini preoccupati pure di salvaguardare le risorse necessarie per le generazioni future. L’acqua, che unita al vino simboleggia l’unione della natura umana a quella divina nel Signore Gesù, conservi le sue salutari qualità per gli uomini assetati di Dio "sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna" (Gv 4,14).

Eucaristia e senso cristiano della vita

9. L’uomo si pone la domanda sul senso della vita: che ne è della mia vita? Cos’è la libertà? Perché esistono la sofferenza e la morte? Esiste qualcosa oltre la morte? In una parola: la vita dell’uomo ha un senso o no?[14] La domanda sussiste malgrado l’uomo s’illuda di aver raggiunto l’autosufficienza oppure sia in preda alla paura e all’incertezza. La religione è la risposta definitiva alla domanda di senso della vita, perché conduce l’uomo alla verità su se stesso nel rapporto col Dio vero.

L’Eucaristia, che "rivela il senso cristiano della vita",[15] risponde a tale domanda annunciando la risurrezione e la presenza vera, piena e duratura del Signore, come pegno della gloria futura. Ciò implica che l’uomo ponga il suo rapporto con Dio alla base di tutto, perché esso è fonte di libertà che lo abilita ad entrare nel più profondo di sé per donarsi gratuitamente. Questo avviene nel mistero pasquale, in cui la verità e l’amore si incontrano mostrando come essi siano i connotati della vera religione. Così l’Eucaristia manifesta la verità della Parola di Dio: nihil hoc verbo veritatis verius, come canta l’inno Adoro Te,devote.

Il senso dell’Eucaristia è spiegato integralmente dalle parole di Gesù: "Fate questo in memoria di me" (Lc 22,19). Esse annunciano in primo luogo, che Gesù Cristo ha portato nel tempo l’eternità dandogli l’orientamento definitivo ed eliminando il suo potere di annientamento. In secondo luogo, attraverso quelle parole si mette in evidenza che in Gesù si incontrano la libertà di Dio e quella dell’uomo dando origine alla comunione che permette di sconfiggere il maligno. Infine, tali parole significano che Gesù Cristo è la fonte inesauribile di rinnovamento dell’uomo e del mondo, nonostante i limiti e il peccato degli uomini.

10. Le risposte ai Lineamenta denunciano un certo allontanamento della vita pastorale dalla Eucaristia, pertanto dal Sinodo si attende un incoraggiamento a rafforzare il collegamento tra la vita e la missione. L’Eucaristia è la risposta ai segni dei tempi della cultura contemporanea. Alla cultura della morte, l’Eucaristia risponde con la cultura della vita. Contro l’egoismo individuale e sociale l’Eucaristia afferma la donazione totale. All’odio e al terrorismo l’Eucaristia contrappone l’amore. Davanti al positivismo scientifico l’Eucaristia proclama il mistero. Opponendosi alla disperazione l’Eucaristia insegna la speranza certa della eternità beata.

SE TU CONOSCESSI IL DON DI DIO!

L’Eucaristia sta ad indicare che la Chiesa e l’avvenire del genere umano sono legati a Cristo, unica roccia veramente duratura, e non ad alcuna altra realtà. Perciò la vittoria di Cristo è il popolo cristiano che crede, celebra e vive il mistero eucaristico.

12. L’Eucaristia è il cuore della comunione ecclesiale. Il Concilio ha preferito tra le tante immagini della Chiesa una che esprime tutta la sua realtà: mistero. Prima di ogni altra cosa, la Chiesa è mistero dell’incontro tra Dio e l’umanità; per questo essa è Sposa e Corpo di Cristo, Popolo di Dio e Madre. La mutua relazione tra l’Eucaristia e la Chiesa consente di applicare ad ambedue le note del Credo: una, santa, cattolica ed apostolica, che l’enciclica Ecclesia de Eucharistia ha ulteriormente illustrato.

L’Eucaristia edifica la Chiesa e la Chiesa è il luogo dove si realizza la comunione con Dio e tra gli uomini. La Chiesa ha coscienza che l’Eucaristia è il sacramento dell’unità e della santità, dell’apostolicità e della cattolicità, sacramento essenziale alla Chiesa Sposa di Cristo e suo Corpo. Le note della Chiesa sono allo stesso tempo i vincoli della comunione cattolica che permettono la legittima celebrazione dell’Eucaristia.
Il Papa Giovanni Paolo II ricordava che "La Chiesa è il Corpo di Cristo: si cammina ‘con Cristo’ nella misura in cui si è in rapporto ‘con il suo Corpo’".[21] E’ qui che trova il suo vero senso l’osservanza delle norme e il decoro della celebrazione: si tratta dell’obbedienza a Cristo da parte della Chiesa sua sposa. ………………………( tratto da XI ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIAL‘EUCARISTIA: FONTE E CULMINE DELLA VITA E DELLA MISSIONE DELLA CHIESA INSTRUMENTUM LABORIS)

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