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Ho deciso su richiesta, di alcuni amici, di pubblicare settimanalmente, alcune domande e risposte, per tanti banali e scontate, ma per tanti sconosciute, riconducibili alla nostra dottrina Cristiana. Il lavoro esemplare, del nostro compianto  Padre Antonio Di Monda, è stato pubblicato dall’ Associazione Cattolica Gesù e Maria, ai quali gli interessati potranno chiederne direttamente della copie.
 
1) Che cosa è il peccato ?
E’ una trasgressione della Legge di Dio fatta con piena avvertenza e deliberato consenso. Piena avvertenza qui non significa che per aversi il peccato, bisogna essere consapevoli della sua gravità;significa piuttosto che, trasgredendo, si è coscienti di commettere un infrazione. Tale piena avvertenza, infatti, non c’è in  chi , commette un peccato quando è ubriaco o nel sonno o nell’ignoranza completa della relativa prescrizione della Legge. Il deliberato consenso  significa che al momento di porre l’atto, si è sufficientemente libero, sicché, volendo, si può anche non porlo.
 
2) Porta la morte spirituale ?
Il peccato, sia quello detto mortale  che quello detto veniale, è sempre apportatore di morte spirituale, o immediatamente o ponendovi le premesse. Il peccato è detto appunto mortale perché uccide non l’anima che è di sua natura immortale, ma la Grazia che è la Vita Divina ad essa partecipata  da Cristo e per la quale Dio è venuto sulla terra.
Il peccato invece veniale, è facilmente perdonabile, per essere in qualche modo e per vari motivi trasgressione leggera, di per sé non conduce subito alla morte, ma vi spiana la via. Esso è simile, un po’ a certe indisposizioni o malattie corporali(per esempio: una puntura di spilo, un raffreddore, un influenza, una infiammazione ecc…), che di per sè non uccidono, ma porterebbero , per  possibili complicanze, portare alla morte. Di per se non priva della Grazia Santificante , ma ne appanna , per cosi dire , lo splendore e raffredda la carità soprannaturale, che è forma e vigore della vita soprannaturale. Gettando così l’anima in uno stato di torpore , di inerzia, di apatia, che è l’ esatto contrario di una vita sana e vigorosa. In stato di accentuata debolezza -lo si sa- per il corpo come per l’anima, si è più esposti a malattie e tentazioni e si è molto meno capaci di superarle  e vincerle. Ciò significa pure, oltre tutto, che con frequenti e numerosi peccati veniali deliberati, la caduta nel peccato mortale diviene estremamente facile e frequente.

3) In che modo ci si accorge del peccato mortale commesso ?

La   gravità del peccato mortale è  data dall’importanza della materia violata o dal precetto imposto.

Come accorgersi di aver commesso un peccato mortale ? ….Non essendo il peccato mortale come la morte o la malattia fisica, constatabile da molteplici indubbi segni, ci si accorge di averlo connesso verificando e confrontando  l’operato con la legge e l’autorità. Un po’ come il corpo di cui si accerta lo stato di salute a mezzo delle visite mediche e di molteplici analisi.

Segni certi, ancora, di peccato mortale commesso potrebbero essere sia gli effetti visibili provocati ( la morte, danni molto gravi a se o agli altri , ecc) e sia il rimorso che segue la trasgressione. Un segno che però quest’ultimo che potrebbe anche mancare facilmente in tutto o in parte. .Può capitare, infatti, quello che così spesso si verifica per il corpo, che spesso si riscontra quasi casualmente  ammalato, non avendone prima il minimo sentore : si scopre , cioè, di ritrovarsi per più versi in braccio alla morte dell’anima, pur senza aver avuto rimorso alcuno per il proprio operato.E la ragione è che il rimorso , se è sempre avvertito dalle coscienze sensibili  e bene educate , non lo è invece da quelle accecate e deformate . In effetti, a forza di minimizzare e non dare peso a niente; a forza di trasgredire in continuazione la Legge e non dare ascolto all’ autorità, la coscienza finisce per annebbiarsi e perdere quasi del tutto la sensibilità davanti al peccato.

Purtroppo è questa un po’ la situazione odierna nella quale, pur annegando quasi tutti nei peccati più gravi e vergognosi, si continua a ripetere sfacciati e imperterriti di non avere peccati da confessare .E, col pretesto che “ la coscienza non (mi) dice che questo è peccato”, non si cessa di condurre una vita quasi senza Dio e senza morale.

 4- Parli della gravità del peccato.
Per voler parlare della gravità del "peccato", è necessario innanzitutto rilevare che, essendo esso essenzialmente offesa a Dio e disordine nel mondo spirituale , non si può misurare la sua gravità alla maniera delle cose materiali o argomentando solo sugli effetti sensibili da esso provocati.così, per esempio: l’omicidio è certamente un peccato molto grave, comportando esso il massimo danno inferto ad un fratello; e tuttavia, alla luce della Fede, lo scandalo che uccide un’ anima è peccato ancora più grave, almeno sotto certi aspetti. Da notare ancora che possono esserci dei peccati gravissimi, come quello di Adamo ed Eva, i cui effetti immediati percepibili sembrano uasi inesistenti, anche se in realtà sono pesantissimi.Probabilmente Adamo, pur vedendosi, dopo il peccato, nudo di tanti beni e condannato da Dio, non si sarà reso esattamente  conto esattamente  di quali devastazioni si era reso colpevole con suo peccato, mortale o veniale che sia , pur non essendo dannoso alla stessa maniera, è sempre una gravità "infinita", perchè offesa dell’infinita maestà di Dio, cagione della morte di Gesù e spirituale rovina dell’anima.
La  più o meno grande gravità del peccato la si seve dedure dal fatto che, essendo anche trasgressione alla Legge , esso scompiglia , senza averne magari percezione alcuna, l’ordine universale , così come una sola pietra gettata in mare lo sposta letteralmente tutto! E se tutto viene come " spostato" e messo fuori ordine, è facile immaginare con quali conseguenze.
Nè il fatto di non essere persuasi della gravità del gesto peccaminoso, ne elimina la gravità . Chi, pur convinto che, toccando un filo elettrico ad alta tensione, non succeda niente , resta pur sempre fulminato.Adamo stesso, come si è già detto, molto probabilmente  nè vide nè si rese conto  della gravità del suo peccato.E tuttavia ciò non rese ilsuo gesto meno catastrofico .A ritenere grave il suo gesto di disobbedienza erà più che sufficiente  l’avvertimento datogli da Dio:" Se mangerete…morirete".così come, analogamente , a capire la gravità del toccare un filo elettrico ad alta tensione è sufficiente il cartello ammonitore di pericolo di morte.La gravità del peccato, per cui deve dirsi mortale o veniale , è determinata sopratutto dalla materia o punto della Legge violato.Così la "gravità"  mortale di alcuni peccati salta subito agli occhi , come l’uccisione .Per rendersi conto  invece , almeno in qualche modo, della gravità mortale di altri peccati ( come ad esempio la fornicazione ), ci sarebbe bisogno di una profonda riflessione e raggionamento.Ma come già detto , in pratica il meglio è stare docilmente e umilmente alle indicazioni e insegnamenti della Santa Madre Chiesa 
5)      Quali sono le conseguenze porta il peccato.
Il peccato mortale, privando della grazia santificante, mette in braccio al diavolo e pone l’anima in stato di dannazione eterna. Se , infatti, per la salvezza è necessaria la Grazia, senza di questa –quale sia il peccato o i peccati  di cui si è reso colpevole l’anima è in stato di dannazione.Il peccato mortale spoglia l’anima di tutti i  meriti buoni, comunque acquisiti. E le opere  buone compiute in stato di peccato mortale – pur essendo sempre utili e consigliabili , non fosse altro che per ottenere misericordia – non hanno nessun valore per la vita eterna.Il peccare poi continuato e aggravato non può non riflettersi, almeno in qualche modo, in tutto il comportamento anche esteriore , che si rivela disordinato, incoerente cattivo. Lo stato di morte  e di “deformità” spirituale, anzi, spesso, finisce come per fissarsi in quella che è detta comunemente la “ faccia del peccato”.L’ agire morale- lo ha evidenziato anche Giovanni Paolo II nella enciclica “ Veritatis Splendor” – oltre alle conseguenze più o meno gravi , intacca il soggetto stesso che opera. Quante volte e in quante persone miseramente travolte dai propri disordini morali è avvertito tutto questo  non solo dai Santi, ma da quanti preservano sufficientemente i loro occhi ed il loro cuore  dalla caligine incombente.Il peccato porta anche conseguenze d’ordine fisico e sociale?Certamente .Esse, anche se non sono sempre valutabili e percepibili subito e del tutto, sono sempre  di rilevante gravità , proprio perché col peccato ci si mette contro Dio e contro le leggi della natura  che reggono l’ordine e l’armonia universale. Ora porsi contro Dio è voltare le spalle alla fonte stessa di ogni bene; e disattendere la legge di natura equivale a rinnegare un po’ i presupposti stessi della propria vita e del proprio benessere. Peccando avviene come quando , perturbando , nel corpo, i tassi glicemici, azotemici, ecc., si compromette la sanità. Analogamente , nell’ anima  si compromettono la vita e il benessere ogni qualvolta , col peccato, si perturba  l’ordine e l’armonia. Non si stenterà, qui, allora, a capire che l’origine di tutti i mali dell’uomo stà soprattutto qui, nel peccato , che essendo un attentato alla legge di vita, è sempre un attentato alla vita. Cosa non provoca nel corpo umano , si diceva un osso spostato ! Molte malattie e disordini hanno chiara origine dal peccato.Soprattutto questo dovrebbe far  capire essere la legge di natura , più che costrizione di libertà condizione e salvaguardia della vita. Per cui giustamente Dio, dopo aver proposto al  Suo Popolo io Dieci Comandamenti , gli disse “ Prendo oggi a testimoni contro di voi il Cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e l maledizione ;scegli dunque la vita, perché viva tù e la tua discendenza….”(Deuteronomio 30,19). La conclusione si impone da sola : essendo sempre  contro la vita ogni peccato, sia mortale che veniale , è da ritenersi sempre, come insegnano i  santi e soprattutto le Sacre Scritture, il vero e principale nemico dell’uomo.
Occorre la confessione per avere il  perdone dei peccati ?
Il mezzo ordinario per il perdono dei peccati e, per esplicita volontà di Dio, la Confessione di essi al  Sacerdote autorizzato. Per  chi non conosce la confessione , il perdono dei peccati mortali lo si può ottenere a mezzo della contrizione e dell’ atto di amore.
Una formula di come esprimere la contrizione, che è dolore perfetto è questa :" Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perchè peccando ho meritato i tuoi castighi e molto più perchè ho offeso Te sommo bene e degno di essere amato sopra ogni cosa.Propongo con il tuo  Santo aiuto di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato.Signore misericordia , perdonami!".
Una formula come fare l’atto di amore perfetto è questa: " Mio Dio Ti amo con tutto il cuore e sopra ogni cosa , perche sei bene infinito e nostra eterna felicità, e per amor Tuo amo il prossimo come me stesso. Signore, che io ti ami sempre più".
 
Presumere di confessarsi di rettamente con …Dio, è un atteggiamento , oltre che ridicolo e orgoglioso, grandemente offensivo per Lui, che ha voluto la confessione nella Sua infinita Sapienza e Misericordia. Molto più facile il perdono dei peccati veniali che si ottiene con molti mezzi: con atti di fede e di amore, con l’ esercizio delle virtù, con elemosine, con l’uso dei sacramentali eccc.
 

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