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Caro «Beato» Antonio,

                                           come  ero solito chiamarti e come oggi, forse più di ieri, lo desidero perché sono certo che oggi sei davvero fra i beati del cielo. Ti scrivo questa lettera con il cuore di un figlio che si rivolge al Padre, parlo ancora con Te, imprimendola sulla carta, forse per trovare uno sfogo al dolore di non averti materialmente più con me.  

 I giorni trascorsi con Te sono stati tanti, e tanti i ricordi che affollano la mia mente in queste ore, soprattutto ciò che hai saputo insegnarci, con tanta fermezza, ma nel contempo con tanto amore e l’affetto di un vero padre, con il fine ultimo della salvezza di tutte le anime.

Quest’ anno appena trascorso ci ha visti impegnati, più del solito, in un’attività frenetica, di apostolato, di incontri con i miei ragazzi, nella raccolta del materiale con Giovanni per la redazione delle tue ultime due opere, "L’inferno Visto dai Santi” ed “Il Purgatorio Visto dai Santi”, e nell’assisterti tante volte durante l’esercizio del tuo ministero dell’esorcistato. Tanto che, qualche mio amico, scherzando ci definiva “Starci ed Haschi”, due famosi poliziotti  di un serial televisivo. Sapevi bene quanto fosse prezioso il tempo, e soprattutto di quanto né potevi disporre.

E’ ancora impresso nel mio cuore il momento in cui mi hai detto agli inizi di Novembre scorso, dal tuo ritorno dal Policlinico di Napoli, nella tua camera, "Carlos, mi rimangono solo due mesi di vita”. Pur essendo prevedibile l’esito di quella visita, dal momento che ero a conoscenza della tua malattia già dal Gennaio 2006,  ho sentito il vuoto intorno a me. Ho cercato di consolarti con un abbraccio, trattenendomi dal pianto per non farti emozionare oltre, ma, nello stringerti forte, come ero abituato, ho sentito che anche tu ti stringevi forte a me. Senza parlare siamo rimasti in silenzio per qualche minuto, e in quegli attimi avrei desiderato che il tempo non avesse più fine.

Pur essendo certo della Tua assistenza dal cielo, caro Padre Antonio, inizio ad avvertire la tua assenza, soprattutto quella relativa alla tua conoscenza, non oso esagerare “enciclopedica”, quando ad ogni dubbio ti chiamavo ricorrendo all’uso del telefonino e nella rubrica leggevo il tuo nome: “Beato Antonio”. Immancabilmente rispondevi in maniera succinta ed incisiva, indirizzandomi sul giusto cammino. Ricordo ancora il periodo della formazione al diaconato, quando in te trovai il giusto sostegno, nonostante le tante difficoltà della vita e le tante amarezze, per proseguire il difficile cammino intrapreso.“Forza, coraggio” erano le tue parole “magiche”.

Ricordo soprattutto l’emozione dell’esame finale svoltosi negli uffici della Curia, poco prima della mia ordinazione diaconale avvenuta il 5 agosto 2004, quando mi chiamasti con un netto anticipo per rassicurarmi e per darmi ripetizione delle materie oggetto di esame, ed in particolare, di Sacra Scrittura, di Cristologia, di Mariologia e Ecclesiologia.

Sono certo di non averti deluso, come avrai avuto modo di constatare. Conservo gelosamente ancora tutte le registrazioni, compresi gli “intermezzi”, le dispense della scuola, nonché i tuoi libri ai quali mi apponevi sempre una dedica con una frase particolare di affetto e di crescita.

Missione Abruzzo – è iniziata con la recita dell’ufficio delle lodi, la celebrazione della santa Messa nella cappella del Convento alle ore 7: 00 del 27 Agosto 2006, con Uris Masi e Giovanni Cocca. Dopo la S.Messa siamo partiti insieme affinché impartissi una benedizione ad una nostra amica, posseduta dal maligno.

 L’arrivo a Crecchio, come sempre, è stato pieno di sorprese, a partire dall’incontro inaspettato con un tuo confratello, Padre Massimiliano Shiotti, che non incontravi da oltre quarant’anni e che attualmente è missionario in Africa. La festa preparata in tuo onore, dai miei amici; la Famiglia Di Carlo Carlo, la presenza dell’ Onorevole Regionale D’Alessandro Camillo e,  non ultima, la telefonata inaspettata di  mons. Bruno Forte, il quale avrebbe voluto essere presente in mezzo a noi, ma che  per sopraggiunti impegni non gli era stato possibile. Sono ancora impressi in me tuoi occhi pieni di lacrime nel parlare con Lui, lacrime  che a stento riuscivi a trattenere, perché, come ci hai spiegato subito dopo, egli ti aveva chiesto di chiamarlo non” eccellenza”, ma “ Brunello”, come ai tempi  della scuola, quand’eri suo professore.

Quale gioia  provasti  quando il 1 Ottobre 2006, alle 12,00, ti telefonai  dicendo “Beato oggi andiamo a Montella e tu devi guidarci”. Partimmo con Uris, Antonio, Alessandra, Nicola e Fabio alle tre del pomeriggio  e per strada ci  raccontasti i periodi dell’ età giovanile  trascorsi a Montella. Il tuo incontro con il Re d’Italia e la gita che,  in riconoscenza dell’ospitalità ricevuta, egli organizzò per i frati sulla costiera Amalfitana. Mentre parlavi i tuoi occhi  sprizzavano  gioia e felicità. Così ci hai fatto rivivere e sognare con te quegli attimi della tua giovane età.

L’accoglienza come sempre di Padre Agnello che al vederti, "incredulo”, ti abbracciò e ci consentì  una  visita particolare al convento. Visita  eccezionale per i documenti visionati, per l’accesso agli scavi archeologici siti  all’interno della chiesa principale e per le tante  opere d’arte in esso presenti. Tutto ciò solo  grazie alla tua presenza.

 La successiva fase, che ti  definì “OPERATIVA”,  ci ha visti impegnati in un un’attività ben diversa, ovvero la  raccolta delle castagne cadute sui bordi della strada che conduce al Santuario del Santissimo Salvatore. I tuoi occhi sinceri ridevano nel vedere correre i bambini  e gli amici, che come forsennati erano impegnati nella , dal momento che  il buio stava per arrivare; ti divertiva soprattutto il fatto che, come recipienti per la raccolta, usavano delle campionature di scarpe antinfortunistiche  e degli  Stivali di Gomma che avevo recuperato nel bagagliaio della mia  macchina. Con pace gioia e serenità siamo rientrati a Benevento lasciandoti con un bacio ed un pò  di castagne  all’ingresso del convento.

E’ stata bella anche la passeggiata fatta il 9 Dicembre 2006 al TorreVillage Multisala di Torrecuso  per la visione del film Nativity”. Notai la gioia impressa sul tuo volto nell’incontrare nella sala, poco prima dell’inizio della proiezione, Don Alessandro Saraco, Segretario Particolare di S.E. mons. Andrea Mugione. Ricordo le tue parole alla fine del film: "tutto sommato è stato un bel film, ci sono le solite imperfezioni teologiche”, e capii subito che facevi riferimento alla rappresentazione della nascita di Gesù. Io ti ho detto “va bè beato, è già tanto che si proiettino film a tematica religiosa; speriamo soprattutto che la gente lo venga a vedere e colga l’essenza  dell’annuncio dell’incarnazione di Cristo venuto ad abitare in mezzo a noi. Tu mi hai sorriso, dandomi una pacca sulla spalla.

 

Le tue visite, quasi mensili a casa, erano un momento di festa e di chiamata  alla raccolta di quanti più amici era possibile radunare. Per noi, Padre  Antonio, la tua presenza rappresentava un’occasione di crescita e in quei momenti ascoltavamo intenti le tue preziose parole, sempre cariche di insegnamenti e accompagnate dal tuo dolce sorriso.

Ricordo ancora l’incontro del  23 Dicembre scorso quando il tuo volto cercava di non lasciar trasparire la sofferenza che portavi con te. All’arrivo a casa accoglievi sempre i bambini con le immancabili caramelle e le  carezze che facevi a Aduo, a Laura, Alessandra e Antonio. Il tuo arrivo era sempre una “ festa”.

Per la tua presenza, quest’ anno a casa il Natale è  giunto con un giorno di anticipo, portando  per tutti parole  di gratitudine e di stima.

Ho cercato di starti vicino il più possibile grazie anche alla disponibilità e alla  sensibilità di Padre Raffaele, Padre Florindo, Padre Antonino e Fra Antonio. Altrettanto bello è stato esserti accanto nella celebrazione delle Sante Messe del 31 Dicembre 2006 e del 1 Gennaio 2007. Siamo stati contenti insieme, con tutti i tuoi  amici: Uris, che ha suonato la chitarra, Anna, Vitaliano, Luisa, Gino, Giuseppe, Anna, Arturo, Alessandra, Antonio, Corrado con la moglie ed i figli, e MariaTeresa. Tutti abbiamo cantato e  preso parte alla commovente celebrazione Eucaristica.

 

Il  giorno 7 Gennaio 2007, con tanta sofferenza nel cuore, con Uris, abbiamo cercato di distrarti, facendoti camminare lungo il corridoi del convento. Scherzando abbiamo visto insieme il mio blog, dove c’erano anche le tue foto. Purtroppo questo è stato l’ultimo bel  pomeriggio trascorso insieme.

Nell’ entrare nella tua camera, il 10 Gennaio 2007, ti ho trovato con gli occhi chiusi, immobile nel letto, il mio cuore si è lacerato al pensiero che di lì a breve ci saremmo separati, e mi avresti lasciato. Una giornata indimenticabile trascorsa con l’ansia e la sofferenza di chi capisce di non poter far nulla. Mi restava solo la preghiera nel silenzio del mio cuore.

E’ sera, prima di lasciarti mi lascio andare alle carezze, ti chiamo “Beato”, apri gli occhi e mi parli, forse le sole parole pronunciate nella giornata, chiare e ben precise, parole che rimarranno scolpite nel mio cuore, e mi saluti.

Voglio ricordati così:<<"Amico di tutti, vero francescano, di un umiltà impareggiabile,  predicatore instancabile, innamorato di Maria Santissima, hai portato conforto, speranza, e soprattutto la luce di Cristo, ovunque tu sei  entrato ".  (Carlos A. Sorentino)

 

Commenti su: "12.02.2007 -NEL TRIGESIMO, TI RICORDIAMO COSI PADRE ANTONIO DI MONDA" (4)

  1. superBelu ha detto:

    Condoglianze.
     
    Mi spiace che tu soffra della perdita materiale (è il nostro cervello …), ma (se posso permettermi), ricordati una cosa: la Vera vita incomincia dopo la morte … ed è proprio là che lo rivedrai!!!
     
    tuo Dragonflyz

  2. carlos ha detto:

    Vedi caro Dragonflyz, l\’uomo non ama con  il cervello, ma con il cuore, dove opera ed agisce lo Spirito Santo. Il cervello è la parte razionale, che tante volte ci limita e tante volte ci aiuta. So bene, che si nasce per morire e si muore per rinascere alla vita eterna, ma siamo uomini, non dei, e quindi la nostra debolezza che  ci lega alla terra, ci fa piangere e soffrire. Ciao

  3. superBelu ha detto:

    Capito … \’derci
     
    Dragonflyz

  4. KiaraGatta ha detto:

    ciao!Sicuramente Padre Antonio doveva essere un persona splendida…
    passa dal mio blog se vuoi
    un abbraccio!
    Kiara

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